venerdì 20 maggio 2011

S.S. ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DEL 20 MAGGIO 2011

S.S. ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DEL 20 MAGGIO 2011

La coroncina della Divina Misericordia, che Gesù dà e raccomanda a S. Faustina di far recitare alle anime, si conclude con una particolare invocazione: Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.
E’ un’antichissima preghiera. La ritroviamo quale canto gregoriano nel liber usualis, testi greco e latino affidati rispettivamente al primo e al secondo coro, in alternanza, nella liturgia del Venerdì Santo, feria VI in parasceve. Probabilmente anche S. Paolo l’ha cantata. Ho avuto modo di ascoltarla recentemente due volte, da un sacerdote, e in un'altra versione, tramandata da secoli e secoli oralmente, da un monaco camaldolese. Entrambe le versioni sono due purissime linee melodiche che innalzano lo spirito alla contemplazione. Alla contemplazione di chi? Chi è Dio, chi è Forte, chi è Immortale? Sono caratteristiche proprie alla Seconda Persona della S.S. Trinità che è tre volte Santa, per ognuna delle Sue Divine Persone, nella Sua trina Unità. La seconda Persona è Gesù-
Ricordiamo quel passo dal Vangelo, dove Gesù zittisce Satana che ben lo conosce: -Sei il Santo di Dio!-
Ricordiamo il capitolo 4 dell’Apocalisse dove vediamo i quattro esseri viventi che proclamano:-Santo, santo, santo, il Signore Dio, l’Onnipotente, Colui che era, che è e che viene!- E nei  salmi, dove Davide canta:- non lascerai che il tuo Santo veda la corruzione…- E ancora: -Lunghi giorni gli hai concesso, in eterno, senza fine.-
Già in questi passi troviamo la specificazione: “Santo”, riferita a Gesù il Forte, Gesù Dio, Gesù Immortale.
E al capitolo 16 sempre dell’Apocalisse troviamo, legata alla parola “Santo”, la parola “giusto” :-Sei giusto, tu che sei e che eri, tu, il Santo……- e sappiamo che Gesù è il Giusto Giudice davanti al quale tutti compariremo, sia per il giudizio successivo alla morte, sia per il Giudizio Finale.
Anche durante la S. Messa, quando diciamo il Santo, ci rivolgiamo, forse senza rendercene conto, a Gesù, che è Dio dell’Universo : -Tutto è stato creato in Lui,per Lui e in vista di Lui, e nulla può sussistere senza di Lui-, ci dice S. Paolo); i cieli e la terra sono pieni della Sua gloria (…- Prima che il mondo fosse, Io Sono....- e nella “pienezza dei tempi” è avvenuta la sua incarnazione). E’ proclamato tre volte: Santo! dai cherubini e serafini che hanno custodito i suoi passi di Figlio dell’uomo, e’ proclamato tre volte Santo: Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, da tutti gli abitanti dei Cieli. E’ Gesù il Benedetto che viene, “dall’alto”, nel nome del Padre, Colui, ci dice Zaccaria,che ha visitato quale Sole che sorge e redento il suo popolo, e l’intera umanità, per la Sua Divina Misericordia. E di nuovo verrà, Gesù.
Nell’attesa della sua venuta. Gesù è Colui che viene. E’ Colui di cui aspettiamo il ritorno. E in questa attesa Egli ci ha indicato una strada precisa da seguire: affidarci alla Sua Misericordia. A Santa Faustina Gesù parla chiaramente di questi ultimi tempi prima della Sua Venuta.
Non ci rendiamo conto dell’infinita potenza e gloria del Cristo. Quel “Santo Dio” dovrebbe farci riflettere proprio sulla Divinità dell’Agnello immolato, che ci ripete: -Non temete,- e vela con misericordiosa mitezza e umiltà il suo richiamo al pentimento prima di mostrarsi Giudice Eterno, così come è stato costituito dal Padre. Così come è stato inviato dal Padre della Misericordia ad annunciare agli uomini la Sua Parola. Il Padre e il Figlio, Uno nell’Amore del loro Santo Spirito.
S. Giovanni apre il suo vangelo introducendoci nel mistero di Gesù, del Figlio, infatti scrive : - In principio era il Verbo. E il Verbo era presso Dio. E il Verbo era Dio.-Ci dà una indicazione molto preziosa: c’è stato un principio. Un principio in cui l’Eterno ha dato corso a tempo, luogo e spazio, e questo principio ha inizio dal Verbo espresso dal Padre. Il Padre parla. E’ la generazione del Verbo. Dice il Padre,tramite il salmo: -Io oggi ti ho generato.- Nell’eterno presente del Padre, ecco il big bang delle origini, del principio citato da S. Giovanni. Le Sacre Scritture ci parlano di questo “eterno oggi” presentando nella Genesi una formidabile scena: lo Spirito che aleggia sulle acque. Come da una partoriente, dalle viscere di Misericordia del Padre, dalle acque, per mezzo dello Spirito, ai gemiti di quello Spirito che, ci dice S. Paolo, intercede dall’eternità per noi, è scaturito il Verbo, Luce che il Padre ha fasciato di luce: -Sia la Luce. Sia la luce. Luce da Luce. Dio vero da Dio vero. Generato, non creato, ci dice il Credo. Il Padre ha generato il Verbo e questa generazione ha dato corso al “principio”. Doppia la natura del Verbo, divina e umana; doppia l’implicazione della generazione, dalla quale ha avuto corso la creazione. Sono inscindibili ( Salmo 33, versetto 9: Egli ha parlato, e tutto fu fatto). Come le due nature del Verbo, in un’unica Persona. Dall’eterno oggi, i sette giorni della gioia del Padre che si è estesa da quell’iniziale big bang in una esplosione d’Amore, fino ad arrivare plasmarci con le Sue Mani per farci a Sua immagine e somiglianza. Noi siamo parte di questo mistero, nell’attesa della Sua venuta, nell’attesa di entrare in quell’ottavo giorno, nel riposo del Padre, la nostra Terra Promessa.
Gesù, Luce da Luce. Gesù, luce del mondo. Gesù, Figlio generato dal Padre e figlio di Maria Santissima, incarnato per opera dello Spirito. Lo Spirito che feconda le acque della Genesi è lo stesso Spirito che feconda le acque dei fonti battesimali per la nostra rinascita spirituale quali figli di Dio. Quali figli della Luce. Gesù lo spiega a Nicodemo, nel capitolo tre di Giovanni: -Si rinasce dall’alto, come ci aveva detto Zaccaria. Si rinasce dall’acqua e dallo Spirito. Come Lui è eternamente generato dal Padre, così nell’oggi di ciascuno dei Suoi figli, dei quali Cristo è il primogenito, noi, gli adottati per grazia, possiamo, se vogliamo, rinascere in Lui, per il Suo Regno, per una nuova creazione. Cieli nuovi e terra nuova. Nello Spirito. E quell’acqua, unita al sangue del Suo sacrificio sulla croce, in eterno sgorga dal Suo Cuore di Risorto per noi, nell’effusione senza misura della Sua Santità: Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale.
 Colui che viene. Sempre, viene, per perdonarci, come solo Dio può fare; finchè in noi c’è la Sua Luce ad illuminare gli anfratti bui della nostra anima che sopravvive alla morte, e ha il suo destino di eternità pur avendo avuto un principio; e a questo destino è legato il nostro corpo. E’ un destino di resurrezione, di premio o dannazione eterna. Finchè in noi c’è la Sua Luce che ci mostra la Sua Forza imbattibile ( ….Se viene Uno più forte…) contro il male. Il maligno, principe di questo mondo per scelta dei nostri progenitori, è potente, ma è solo una creatura, a Dio soggetta, e da Dio sconfitta, nella Potenza del Suo Cristo.. Finchè in noi c’è la Sua Luce a far chinare il nostro sguardo orgoglioso. Finchè crediamo e ci fidiamo di quella Luce, Suono di Vita che ha riempito l’universo delle vibrazioni di una Incontenibile Potenza creativa e ri-creativa. Sapienza Infinita scaturita dal Seno del Padre.
 Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale.
 E ancora, ricordando quelle acque, nel capitolo sette di S. Giovanni, durante la festa delle Capanne, ritroviamo Gesù che nel culmine della festa chiama a Sé gli assetati, i cercatori della Verità, per dare quell’acqua a chi a sete di eternità. S. Giovanni la associa con chiarezza all’azione dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in Lui. E’ per mezzo di quel Vento che sai dove va, ma non sai da dove proviene, dice Gesù a Nicodemo, quell’Alito Divino che vuole attirarci a Sé; è per mezzo di quell’Acqua e di quel Fuoco dello Spirito che in Gesù e tramite il Suo mistico corpo, la Chiesa, che il Padre fa nascere e rinascere in noi, col Suo perdono, a cui ci invita ad accedere tramite S. Faustina, la Luce, L’infinita Armonia Divina che permea l’intero cosmo, e riverbera, visibile a chi lo osserva e lo studia con amore; udibile per noi quale Suono, la Parola del Verbo, la Misericordia del Padre per noi, la conoscenza della salvezza, come ci dice Zaccaria.
 Il Padre fa nascere e rinascere in noi, nel perdono dei nostri peccati, il Suo Unigenito Figlio Gesù. Gesù sceglie per quest’annuncio di salvezza proprio quella festa. Per gli ebrei, la festa delle Capanne è la festa della manifestazione della Misericordia Divina, che tramite Mosè, figura di Gesù,li ha tratti in salvo dall’Egitto fino alla terra promessa durante tutto il lungo peregrinare nel deserto. E la vita nel deserto ce l’ha chi ha l’acqua. E senza quell’acqua e quello Spirito, senza l’accettazione e la sottomissione a Cristo Re, la generazione del Padre, dopo il nostro percorso di vita sulla terra,non si entrerà in quell’ottavo giorno. Il salmo 2 è chiarissimo in merito, e termina proprio richiamando la frase voluta da Gesù ai piedi della Sua Icona della Misericordia:
SALMO 2  Il Re Messia
Perché sono insorte le nazioni
E i popoli fanno vani progetti?Si accampano i re della terra
E i principi congiurano insieme
Contro il Signore e contro il Suo Messia:
“Spezziamo le loro catene
E il loro giogo gettiamo via da noi”.
Colui che siede nei Cieli se ne ride,
il mio Signore si fa beffe di loro.
Poi parlerà loro nella sua ira
E nel suo sdegno li metterà in scompiglio:
“Io ho consacrato il Mio Re
Sul Sion, mio santo monte”.
Proclamerò il decreto del Signore,
 Egli Mi ha detto: “Tu Sei Mio Figlio,
Io oggi ti ho generato.
Solo che tu me lo chieda,
Io ti darò in eredità le nazioni
E in tuo possesso i confini della terra.
Li spezzerai con scettro di ferro,
come vaso di argilla li frantumerai.”
E ora intendete, o re,
lasciatevi correggere, o giudici della terra,
servite il Signore con timore
e gioite con tremore;
rendete omaggio ala Figlio
così che non si adiri e voi periate nella via,
perché in un baleno la Sua ira divampa.
Beati tutti quelli che confidano in Lui.

Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale.
Da queste considerazioni, segue, umilmente,la richiesta di pietà. Perché Gesù è Dio, è Forte, è Immortale,e tramite Santa Faustina ci fa chiedere pietà per noi e per il mondo intero. Per il mondo che sembra aver dimenticato Dio, e con Dio la speranza di essere stato creato per la felicità della Vita Eterna, nel mistero del Figlio.
 La Responsabile





domenica 15 maggio 2011

S.S.ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DEL 13 MAGGIO 2011

S.S.ANNUNZIATA  ORA DI PREGHIERA DEL 13 MAGGIO 2011

Oggi, ricorrenza della Madonna di Fatima, in Basilica si è svolto il S.Rosario e la S.Messa del Movimento Sacerdotale Mariano al quale il nostro gruppo ha partecipato, nel rispetto degli impegni della Basilica.
La Responsabile

S.S.ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DEL 6 MAGGIO 2011

S.S.ANNUNZIATA  ORA DI PREGHIERA DEL 6  MAGGIO 2011

A causa dello sciopero dei mezzi pubblici l'incontro si è svolto solo per mezz'ora.
All'inizio c'è stata  una lunga preghiera spontanea di lode e di invocazione dell'aiuto divino per la Chiesa tutta, i sacerdoti e le vocazioni in particolare. Si è invocato lo Spirito Santo con il canto e infine si è recitata la coroncina della Divina Misericordia, ricordando tutte le persone che si sono affidate alla preghiera del gruppo, in particolare gli ammalati e i lontani dal Signore. Dopo un breve accenno all'argomento della prossima catechesi, a conclusione, la Salve Regina.
La Responsabile

venerdì 6 maggio 2011

S.S.ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DEL 29 APRILE 2011

S.S.ANNUNZIATA  ORA DI PREGHIERA DEL 29 APRILE 2011


GIOVANNI PAOLO II,  DIVES  IN  MISERICORDIA ( 8 ) :

"Ecco il Figlio di Dio, che nella sua risurrezione ha sperimentato in modo radicale su di sè la misericordia, cioè l'amore del Padre che è più potente della morte.Ed è anche lo stesso Cristo, Figlio di Dio, che rivela sè stesso come fonte inesauribile della misericordia, del medesimo amore che, nella prospettiva ulteriore della storia della salvezza nella Chiesa, deve perennemente confermarsi più potente del peccato. Il Cristo pasquale è l'incarnazione definitiva della misericordia".

Ottava di Pasqua, ottavo giorno della novena. Recita della Coroncina e lunga preghiera per i sacerdoti e la Chiesa.
Primo Maggio, Domenica in Albis, beatificazione a Roma di Giovanni Paolo II.
Organizzata dal Priore Padre Gabriele alle ore 15 in Basilica  la Festa della Divina Misericordia..
La Responsabile

mercoledì 27 aprile 2011

S.S.ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DEL 22 APRILE 2011

S.S.ANNUNZIATA  ORA DI PREGHIERA DEL 22 APRILE 2011


Oggi, Venerdì Santo, ci siamo trovati davanti l'altare dell'Annunziata, quale luogo della reposizione, e abbiamo cominciato la Novena alla Divina Misericordia, seguita dalla Coroncina, dalle Litanie,dalla preghiera per ottenere le grazie per intercessione di Santa Faustina e della Santa Vergine Annunziata.
Il Papa Benedetto XVI aveva parlato poco prima di come nell'Eucarestia noi prendiamo il Corpo Glorioso di Gesù, non soggetto alle leggi della fisica e della biologia. Pensiamo al miracolo eucaristico di Lanciano, un esempio dove la scienza ha certificato questo.Pensiamo a come il sacrificio tremendo di Gesù sulla croce ci ha acquistato la possibilità di nutrirci di Eternità, facendo entrare l'Infinito nel finito dello spazio del nostro cuore, per trasformarci in Lui, come Lui, per Lui, in figli della Luce. Adoriamo.
La Responsabile

S.S.ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DEL 15 APRILE 2011

S.S.ANNUNZIATA  ORA DI PREGHIERA DEL 15 APRILE 2011

La preghiera è iniziata con il mettersi in umiltà davanti al Signore, presente sempre dove due o più di due sono radunati nel Suo Nome, e con il lodarlo e ringraziarlo, anche per conto di tutti quelli che non erano potuti intervenire, e per chi non lo ama, chi lo rinnega, chi lo rifiuta .Preghiera della Coroncina in particolare per gli ammalati, i moribondi, chi ha responsabilità politiche e nella società, per tutta la chiesa, col pensiero rivolto anche alla ormai prossima beatificazione di Giovanni Paolo II, per tutti i sacerdoti sviati, per i seminaristi, per tutti coloro che ci hanno chiesto preghiere, per le nostre intenzioni personali, abbiamo pregato gli uni per gli altri, perchè la reciprocità sia dono e ognuno si faccia carico dei pesi degli altri e li presenti con amore davanti a Dio.
La lettura dal Vangelo è stata: Marco, capitolo 16, l'annuncio della risurrezione. Marco è molto sintetico, e racchiude in poche righe la molteplicità degli avvenimenti legati alla risurrezione di Gesù. Mette però l'accento in modo particolare su ciò che all'inizio blocca la fede. Ed è una delle armi preferite del maligno per spegnere in noi la gioia di essere stati realmente salvati e trasportati dal regno delle tenebre a quello della Luce: il dubbio. La paura. Le donne, andate lì per venerare un corpo morto, alla vista del masso spostato, dell'assenza delle guardie, all'annuncio dell'angelo e al messaggio loro rivolto che chiede la loro partecipazione attiva nell'annuncio della Vita, si tirano indietro. Marco è molto chiaro, in questo. Riprende, infatti, il successivo capoverso e spiega che solo Maria Maddalena, che sicuramente era andata prima delle altre, ha la fede e il coraggio di testimoniare. Lei è quella che ha amato tanto, dimostrandolo con le sue lacrime di sincero pentimento, con l'unguento versato sui piedi del Figlio di Dio e asciugato coi suoi capelli. Viene liberata da sette demoni. Gesù  dice al fariseo Simone, rimproverandolo per la sua fredda accoglienza: a chi molto ha amato, molto è perdonato.E viceversa, quale perdono ottiene chi non ama Dio col cuore in modo tale da convertirsi veramente a Lui? Quale fede è quella che non è irrorata dalla rugiada dell'amore, rugiada sgorgata dalla volontà di cambiare, rugiada fiorita dal buio delle prove combattute e  superate nelle notti fredde delle tentazioni, e  che sola disseta l'anima e mantiene fresca la speranza e operosa la carità?
Non che le altre non amino Gesù. Ma non così.  Non lo vedono subito. A loro, come ci racconta Matteo, Gesù si mostrerà dopo, e si farà toccare, cosa che non permise alla Maddalena. A loro dirà di avvisare i fratelli, in generale.  Alla Maddalena furono  indicati sì  i discepoli  ma in particolare Pietro. Il capo della  sua Chiesa. Ma non credettero. Anche ai discepoli di Emmaus, non credettero. Tutti quelli che hanno avuto il contatto con Gesù hanno lasciato la tristezza, i dubbi, la paura, e sono stati riempiti di gioia. Quale profonda differenza tra chi vede e chi non vede. Fra chi accetta e chi non accetta. fra chi crede e chi non crede.  Quelli che hanno ricevuto il messaggio e non lo hanno accolto non hanno compreso che per vedere Gesù, la prima cosa, è amarlo con la consapevolezza umile di chi sa quanto è stato perdonato. Come la Maddalena. Ma Gesù non si lascia fermare dai nostri limiti. Egli è davvero la Misericordia.  In buona fede  i discepoli  si oppongono con il loro giudizio. E sono afflitti. Gesù non  li lascia nella loro triste chiusura. Alla fine, appare anche a loro.Li rimprovera, ma anche a loro dona una immensa gioia. E così è anche per noi.Ma non aspettiamo troppo tempo a rimuginare sui nostri disastri. E' necessario lasciarLo fare, abbandonarsi a Lui. Se dici col cuore aperto, reso limpido dalla rigenerazione di una vera conversione, nella  totale fiducia in Lui: Gesù, confido in te, e lo contempli, risorto, con quelle piaghe guarite in cui ci ha portato dalla morte sulla croce alla Vita Eterna, Lui ti solleverà dalla tua angoscia e agirà in te con la Sua potenza di Risorto. Già qui, sulla terra, puoi vivere il Suo Regno, e sarai accompagnato, come gli apostoli, come i discepoli di tutti i tempi, dai segni e prodigi che la vita nuova nello Spirito elargisce a chi crede in Lui e annunzia la Sua Parola.
 I nostri nemici: incredulità e durezza di cuore. Ma Gesù non ci abbandona. Se mettiamo tutto nelle Sue Mani, ci porta  nel sepolcro delle nostre situazioni di dolore e di morte e toglie la pietra che ci pesa sul cuore, e ci fa entrare  mostrandoci che in Lui non c'è più  morte, ma solo messaggeri  di Vita.  Ci fa compagnia mentre siamo per via e siamo sconsolati e disorientati, e spiega al nostro cuore il senso di ciò che accade alla Luce del Suo insegnamento e della Sua Presenza  e a fronte della nostra incredulità ci dice: metti qui il tuo dito, e tocca le Mie Piaghe. Per Queste siete guariti. Per voi ho affrontato la Passione e Morte sulla croce: per portarvi oltre, per trasformare in Me ogni situazione di sconfitta in occasione di guarigione e liberazione. Per donarvi,  col  Mio Corpo e il Mio Sangue, l''Eternità di gioia, col Padre, nello Spirito.
Guardiamo ancora una volta questa Icona, impegniamoci a fondo nel purificare i nostri cuori, e nel silenzio dell'anima, chiedendogli perdono, nella consapevolezza di quanto ha sofferto Gesù per noi, nella prossima Settimana Santa, offriamogli il nostro: Gesù, confido in Te.
LA RESPONSABILE

venerdì 22 aprile 2011

S.S. ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DELL'8-4-2011

S.S. ANNUNZIATA    ORA DI PREGHIERA  DELL'8-4-2011


Come è importante desiderare di trascorrere del tempo con Gesù! Quanto la nostra anima ha necessità del  colloquio col Signore per averne Luce, Forza, Pace, Sostegno, Gioia, Riposo!
Vediamo come questo desiderio sia in S.Faustina alimentato dal Signore, che l'ha scelta, così da avvincerla sempre più  a Se' perchè potesse compiere la Sua Volontà riguardo la conoscenza e la diffusione del messaggio della Divina Misericordia. Abbiamo preso dal diario, pag 323-324-325,  i capoversi dal 469 al 472 compreso.
Abbiamo alternato la lettura e la meditazione di tali passi con  la recita delle decine della Coroncina della Divina Misericordia. Il Signore chiama ciascuno di noi a compiere nella nostra vita la Sua Volontà. Abbiamo invocato lo Spirito Santo, perchè anche in noi, contemplando le bellezze del creato, si accenda una incontenibile fiamma d'amore per la Santa Trinità, e questa fiamma bruci le nostre superficialità, le nostre distrazioni nei rapporti con gli altri, e alimenti un costante atteggiamento di misericordia verso tutto ciò che ci circonda e chiede amore. Soprattutto nelle situazioni difficili. A Santa Faustina durante l'adorazione è apparso ed ha parlato  uno dei sette spiriti che stanno notte e giorno davanti al trono di Dio e proclamano la Sua Santità. Immergiamoci anche noi nella profondità della preghiera perchè le luci interiori che Dio dona a chi lo ama veramente col cuore, l'anima e la mente, non mancheranno mai. E' l'esperienza fondamentale nella vita del cristiano essere una cosa sola col suo Signore, e questo è Gesù che ce lo impetra nella Sua preghiera al Padre :(Giovanni,17,21)-..., perchè  tutti  siano una cosa sola. come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola,  perchè il mondo creda che tu mi hai mandato.-Gesù la chiede al Padre, questa unità, questa straordinaria realtà spirituale, questa invincibile realtà di Vita Eterna innestata nella fragile esperienza quotidiana umana, come segno inconfondibile della veridicità della Sua venuta  quale Figlio di Dio, unico nostro Salvatore e Redentore. E chi è una cosa sola con Dio ha in sè una gioia profonda, luminosa, pacifica, salda come la Roccia Eterna da cui è scaturita. Santa Faustina ha l'anima immersa nella Trinità ed è da questa esperienza letificante, da questa nitida prospettiva che scaturisce la sua percezione della Misericordia e la rende forte a sopportare qualsiasi prova e sacrificio pur di rimanere in quella Volontà d'Amore. Chi prega intensamente sa bene quale rinnovo di energie Dio opera nei cuori che si abbandonano a Lui. Nel riconoscerci " la nullità che io sono in me stessa", come afferma Santa Faustina, davanti alla santità di Dio, teniamoci stretto al cuore ogni incontro d'amore col nostro Signore, ricordiamo i tanti suoi benefici, lodiamolo ed esaltiamo il Suo Nome, la Perla nascosta nello scrigno dell'anima, la Pura Sorgente a cui abbeverarsi nei momenti di sconforto e di solitudine, il Misericordioso Respiro di Dio che perdona le nostre bassezze e pesantezze elevandoci ai Suoi Cieli di gloria. Come è bello essere cristiani. Non è facile. E' un'avventura giornaliera da vivere nella fede, quella fede che Gesù chiede per gli ultimi tempi:-quando tornerò troverò ancora fede sulla terra?- "Gesù, confido in te". Gesù lo ha fatto scrivere ai piedi della sua Risorta Vittoriosa Immagine tramite Santa Faustina, affinchè noi lo imparassimo bene, questo atto di fede in Lui.-Non deludiamo il Suo Amore Misericordioso, condannandoci da noi stessi. Crediamo che il Padre lo ha mandato. Ogni giorno, rinnoviamo la nostra unione con la Santa Trinità. Anche noi siamo chiamati a realizzare, ognuno al suo posto, la Misericordia Divina.
Sono seguite le preghiere per la Chiesa, il Papa, i consacrati tutti, la chiesa fiorentina,il nostro Arcivescovo, i seminaristi, i sacerdoti in crisi, e, a chiusura, la recita della Salve Regina.
La Responsabile