S.S. ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DEL16-3-2012
Qualcuno suona l'organo. Ci"nascondiamo" nel suono che si espande per la Basilica e cominciamo la nostra preghiera di adorazione a tabernacolo chiuso con una preghiera spontanea di lode e invocando lo Spirito Santo. Segue la lettura con meditazione, dal Diario di S. Faustina, delle pagg.734-735 dal n. 1394 al n.1397. Preghiamo quindi per la S.Chiesa e per i sacerdoti. Recita della Coroncina, con preghiere di intercessione in particolar modo per i malati, per la carenza dell'acqua, per la crisi economica e i disagi per tante famiglie. Lettura del cap. 7 di S. Marco con riflessioni sul cuore umano a confronto col Cuore di Gesù. Recita della Via Crucis, e termine dell'ora di preghiera con la Salve Regina.
LA RESPONSABILE
mercoledì 4 aprile 2012
giovedì 22 marzo 2012
S.S. ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DEL9-3-2012
S.S. ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DEL9-3-2012
Abbiamo iniziato la preghiera con preghiere spontanee di lode, adorazione, e di intercessione per i diversi malati che hanno chiesto preghiere. Abbiamo recitato la Coroncina suddividendo le decine in particolari intenzioni: per i sacerdoti sviati e in crisi, per i giovani, per i disoccupati, per il rischio di siccità, per chi ci governa. Abbiamo invocato lo Spirito Santo e meditato, dopo la lettura del Miserere, sul versetto: crea in me, o Dio, un cuore puro. Abbiamo recitato la Via Crucis, e terminato l'incontro di preghiera invocando per noi e per il mondo intero l'intercessione di Maria S.S., Madre della Misericordia, con la Salve Regina.
La Responsabile.
Abbiamo iniziato la preghiera con preghiere spontanee di lode, adorazione, e di intercessione per i diversi malati che hanno chiesto preghiere. Abbiamo recitato la Coroncina suddividendo le decine in particolari intenzioni: per i sacerdoti sviati e in crisi, per i giovani, per i disoccupati, per il rischio di siccità, per chi ci governa. Abbiamo invocato lo Spirito Santo e meditato, dopo la lettura del Miserere, sul versetto: crea in me, o Dio, un cuore puro. Abbiamo recitato la Via Crucis, e terminato l'incontro di preghiera invocando per noi e per il mondo intero l'intercessione di Maria S.S., Madre della Misericordia, con la Salve Regina.
La Responsabile.
mercoledì 21 marzo 2012
S.S. ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DEL2-3-2012
S.S. ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DEL2-3-2012
Primo venerdì del mese. Gesù, siamo qui, davanti la tua reale Presenza in Corpo, Sangue, Anima e Divinità, chiuso nel tabernacolo, ma vivo in mezzo a noi che ti adoriamo come possiamo, Gesù, ti lodiamo con le nostre povere preghiere e soprattutto vorremmo fare la Tua Volontà e consolarti di tanto disamore, Gesù, di tante indifferenze e trascuratezze. Chiudici nel profondo del Tuo Cuore, Gesù, è lì che vogliamo rifugiarci. Gesù, viviamo difficoltà di ogni tipo, ma tu solo sei la Risposta ad ogni nostro problema, sei la Verità che fuga l'errore, sei la Vita che ridona la speranza, sei l'Amico Fedele che mostra il Suo Cuore nell'atto di benedire, sempre, nella gloria della Tua risurrezione, e coi segni delle Tue sofferenze ben visibili a dirci che non hai dimenticato cosa sia il dolore. Donaci umiltà, Gesù, con la Tua Infinita Sapienza e pazienza, e guidaci in queste nostre giornate a rivolgere sempre a Te lo sguardo, così che sia il nostro, di sguardo, a cambiare, e possiamo comunicare amore, Gesù, sempre, Tu sai come è difficile con ciò che ci circonda. Per questo siamo qui: per assorbire da Te Amore. Tu hai voluto mostrarti a noi in questa Icona della Misericordia. Veniamo a chiedere il Tuo perdono, Gesù, e a chiederti di insegnarci a perdonare, sempre. Qui noi veniamo, Gesù, perchè confidiamo in Te. Regalaci la dolcezza del Tuo Battito d'Amore che tutto ha voluto, creato, redento e perdonato, e rinnovaci, Gesù, e infiammaci con la Tua Misericordia. Le nostre anime vivono dei Raggi del Tuo Santo Spirito, Gesù. Donaci lo Spirito, inondaci, Gesù, di Spirito Santo, immergici e rinnovaci e disincrostaci dal fango del peccato, dalla melma dei cattivi sentimenti, dal corso senza freni dei pensieri che spesso si insudiciano e ci sporcano il cuore e l'anima, Gesù, e nemmeno più ce ne accorgiamo. Per la potenza del Tuo Santo Spirito, Gesù, che la nostra coscienza rimanga retta, il nostro linguaggio, puro, per la gloria del Padre. Aiutaci, Gesù.
Vieni,o Spirito Creatore,
visita le nostre menti,
riempi della Tua Grazia
i cuori che hai creato.
O dolce Consolatore,
dono del Padre Altissimo,
acqua viva, fuoco, amore,
santo crisma dell'anima.
Dito della mano di Dio,
promesso dal Salvatore,
irradia i tuoi sette doni,
suscita in noi la parola.
Sii luce all'intelletto,
fiamma ardente nel cuore;
sana le nostre ferite,
col balsamo del tuo amore.
Difendici dal nemico,
reca in dono la pace,
la tua guida invincibile
ci preservi dal male.
Luce d'eterna sapienza,
svelaci il grande mistero
di Dio Padre e del Figlio
uniti in un solo Amore.
Sia gloria a Dio Padre
e al Figlio che è risorto,
allo Spirito Paraclito
nei secoli dei secoli. Amen.
Recita della coroncina. Preghiera per la chiesa e i sacerdoti di S. Faustina. Recita della Via Crucis e chiusura col Salve Regina.
LA RESPONSABILE
Primo venerdì del mese. Gesù, siamo qui, davanti la tua reale Presenza in Corpo, Sangue, Anima e Divinità, chiuso nel tabernacolo, ma vivo in mezzo a noi che ti adoriamo come possiamo, Gesù, ti lodiamo con le nostre povere preghiere e soprattutto vorremmo fare la Tua Volontà e consolarti di tanto disamore, Gesù, di tante indifferenze e trascuratezze. Chiudici nel profondo del Tuo Cuore, Gesù, è lì che vogliamo rifugiarci. Gesù, viviamo difficoltà di ogni tipo, ma tu solo sei la Risposta ad ogni nostro problema, sei la Verità che fuga l'errore, sei la Vita che ridona la speranza, sei l'Amico Fedele che mostra il Suo Cuore nell'atto di benedire, sempre, nella gloria della Tua risurrezione, e coi segni delle Tue sofferenze ben visibili a dirci che non hai dimenticato cosa sia il dolore. Donaci umiltà, Gesù, con la Tua Infinita Sapienza e pazienza, e guidaci in queste nostre giornate a rivolgere sempre a Te lo sguardo, così che sia il nostro, di sguardo, a cambiare, e possiamo comunicare amore, Gesù, sempre, Tu sai come è difficile con ciò che ci circonda. Per questo siamo qui: per assorbire da Te Amore. Tu hai voluto mostrarti a noi in questa Icona della Misericordia. Veniamo a chiedere il Tuo perdono, Gesù, e a chiederti di insegnarci a perdonare, sempre. Qui noi veniamo, Gesù, perchè confidiamo in Te. Regalaci la dolcezza del Tuo Battito d'Amore che tutto ha voluto, creato, redento e perdonato, e rinnovaci, Gesù, e infiammaci con la Tua Misericordia. Le nostre anime vivono dei Raggi del Tuo Santo Spirito, Gesù. Donaci lo Spirito, inondaci, Gesù, di Spirito Santo, immergici e rinnovaci e disincrostaci dal fango del peccato, dalla melma dei cattivi sentimenti, dal corso senza freni dei pensieri che spesso si insudiciano e ci sporcano il cuore e l'anima, Gesù, e nemmeno più ce ne accorgiamo. Per la potenza del Tuo Santo Spirito, Gesù, che la nostra coscienza rimanga retta, il nostro linguaggio, puro, per la gloria del Padre. Aiutaci, Gesù.
Vieni,o Spirito Creatore,
visita le nostre menti,
riempi della Tua Grazia
i cuori che hai creato.
O dolce Consolatore,
dono del Padre Altissimo,
acqua viva, fuoco, amore,
santo crisma dell'anima.
Dito della mano di Dio,
promesso dal Salvatore,
irradia i tuoi sette doni,
suscita in noi la parola.
Sii luce all'intelletto,
fiamma ardente nel cuore;
sana le nostre ferite,
col balsamo del tuo amore.
Difendici dal nemico,
reca in dono la pace,
la tua guida invincibile
ci preservi dal male.
Luce d'eterna sapienza,
svelaci il grande mistero
di Dio Padre e del Figlio
uniti in un solo Amore.
Sia gloria a Dio Padre
e al Figlio che è risorto,
allo Spirito Paraclito
nei secoli dei secoli. Amen.
Recita della coroncina. Preghiera per la chiesa e i sacerdoti di S. Faustina. Recita della Via Crucis e chiusura col Salve Regina.
LA RESPONSABILE
venerdì 2 marzo 2012
S.S. ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DEL 25 FEBBRAIO 2012-
S.S. ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DEL 25-2- 2012
La scorsa volta abbiamo completato l'ora santa della Valtorta, leggendo anche la IV parte, che qui riportiamo:
La scorsa volta abbiamo completato l'ora santa della Valtorta, leggendo anche la IV parte, che qui riportiamo:
IV.
"Se rimanete in Me e rimane in voi la mia Dottrina, vi sarà dato quel che chiedete".
Io scendo in voi e mi faccio cibo vostro. Ma, come Centro che Io sono, a Me vi aspiro. "Voi vi nutrite di Me, ma con più ragione Io mi nutro di voi. Le due fami sono insaziabili e continue. La vite nutre i suoi polloni. Ma sono i polloni che fanno la vite. l'acqua nutre i mari, ma sono i mari che nutrono l'acqua, risalendo in evaporazione per scendere di nuovo. Perciò voi dovete rimanere in Me come Io in voi. Divisi, non Io, ma voi morreste.
Io sono cibo per lo spirito e cibo per il pensiero. Lo spirito si nutre della Carne di un Dio. Essenza effusa da Dio, non può aver cibo che da ciò che è la sua matrice. Il pensiero si nutre della mia Parola che è il Pensiero di un Dio. Il vostro pensiero! L'intelligenza è quella che vi fa somiglianti a Dio, perché nell'intelligenza è memoria, intelletto e volontà, come nello spirito è somiglianza per essere spirito, libero, immortale.
Il vostro pensiero, per esser capace di ricordare, intelligere, volere ciò che è bene, deve esser nutrito della mia Dottrina. Essa vi ricorda i benefici e le opere di Dio, chi è Dio, che si deve a Dio. Essa vi fa comprendere il bene e discernerlo dal male. Essa vi fa volere fare il bene. Senza la mia Dottrina divenite schiavi di altre che hanno nome "dottrina", ma sono errori. E come navi senza bussola e timone voi andate a naufragio. Uscite dalle rotte. E come potete allora dire: "Dio mi ha abbandonato" quando siete voi che avete abbandonato Lui?
Rimanete in Me. Se non vi rimanete, è segno che mi odiate. E il Padre mio odia chi mi odia, perché chi odia Me odia il Padre, essendo Io uno col Padre. Rimanete in Me. Fate che il Padre non possa distinguere il tralcio dalla vite, tanto il tralcio è uno con essa. Fate che il Padre non possa capire dove finisco Io e cominciate voi, tanto la somiglianza è piena. Chi ama finisce per prendere dell'amato inflessioni, intercalari e gesti. Io voglio che voi siate altrettanti Gesù. E questo perché voglio che voi abbiate quanto chiedete - fusi a Me, non potete chiedere che cose buone - e non abbiate a conoscere ripulse. E questo perché Io voglio che abbiate più ancora di quanto chiedete, perché il Padre effonde in un continuo flusso d'amore i suoi tesori sul Figlio suo. E chi è nel Figlio fruisce di questa infinita effusione, che è l'amore di Dio che si letifica nel suo Verbo e che circola in Lui. Ora Io sono il Corpo e voi le membra, e perciò la Gioia che mi inonda e viene dal Padre, la Potenza, la Pace, ogni altra perfezione che in Me circola, si trasfonde in voi, miei fedeli che siete parte di Me, inscindibile qui e oltre.
Venite e chiedete. Non abbiate paura di chiedere. Tutto potete chiedere, perché Dio tutto può dare. Chiedete per voi e per tutti. Io vi ho insegnato. Chiedete per i presenti e per gli assenti. Chiedete per i passati, i presenti, i futuri. Chiedete per questa
vostra giornata e per la vostra eternità, e per questa e quella di chi amate.
Chiedete, chiedete, chiedete. Per tutti. Per i buoni perché Dio li benedica. Per i malvagi perché Dio li converta. Dite con Me: "Padre, perdona loro". Chiedete: la salute, la pace in famiglia, la pace nel mondo, la pace per l'eternità. Chiedete la santità. Sì, anche questa. Dio è il Santo ed è il Padre. Chiedetegli, in un con la vita che vi mantiene, la santità attraverso la Forza che viene da Lui.
Non abbiate paura di chiedere. Il pane quotidiano e la benedizione quotidiana. Non siete tutto corpo, non siete ancora tutto spirito. Chiedete per questo e quello, e vi sarà dato. Non temete di osare troppo. Io per voi ho chiesto la mia stessa gloria, anzi ve l'ho data addirittura, perché siate simili a Noi che vi amiamo e il mondo conosca che siete figli di Dio.
Venite. In questo mio Cuore è il Padre vostro. Entrate, ché Egli vi possa riconoscere e dire: "Si faccia gran festa nei Cieli perché ho ritrovato un figlio che amavo".
"Ti ho accontentata" dice Gesù. "Ho parlato sempre Io. Ho voluto parlasse la mia eucaristica Voce. Abbiatela per mio regalo. Benedico te e tutti quelli che l'ascolteranno.
Siamo in Quaresima, tempo forte di riflessione, di preghiera, di lavoro su sè stessi nell'umiltà e nella perseveranza in un atteggiamento interiore ed esteriore volto alla penitenza, nel saper vivere le situazioni di sofferenza attraverso la meditazione delle sofferenze di Gesù ma in unione intima al gaudio che mai lascia chi vive strettamente unito a Lui. Riportiamo il brano di S. Faustina che abbiamo meditato e commentato:
(dal Diario, pp.734-735 nn.1394-5-6-7)
26.XI 37 Ritiro spirituale mensile di un giorno.Durante questo ritiro il Signore mi ha dato la luce per una più profonda conoscenza della Sua Volontà e nello stesso tempo per un completo abbandono alla santa volontà di Dio.Questa luce mi ha rafforzato in una profonda pace, facendomi comprendere che non debbo aver paura di nulla, all'infuori del peccato.Qualunque cosa Dio mi mandi, l'accetto con totale sottomissione alla Sua santa volontà. Ovunque mi metta, procurerò di adempiere fedelmente la Sua santa volontàe di fare tutto quello che piace a Lui, per quanto ciò è nelle mie possibilità,anche se questa volontà divina sarà per me pesantee dura, come lo fu la Volontà del Padre Celestenei riguardi del Figlio Suoche pregava nell'Orto degli Ulivi. Ora mi sono resa conto che, se la volontà del Padre Celeste si adempie in questo modo nel Suo amatissimo Figlio, proprio allo stesso modo si adempirà anche in noi. Sofferenze, persecuzioni, oltraggi,disonore, per tutto questola mia anima assomiglia a Gesù.E maggiori sono le sofferenze, tantopiù mi rendo conto di assomigliare a Gesù, questa è la strada più sicura.Se ci fosse stata una strada migliore,Gesù me l'avrebbe indicata.Le sofferenze non mi tolgono affatto la pace, e d'altro canto benchè goda di una pace profonda, tuttavia questa pace non mi cancella la sensazione delle sofferenze.Nonostante qualche volta abbia il capo rivolto a terra e le lacrime scendano in abbondanza, tuttavia in quello stesso momentola mia anima gode di una profonda pace e felicità...
Desidero nascondermi nel Tuo misericordiosissimo Cuore, come una goccia di rugiada nel calice di un fioreNascondimi in questo calice,per proteggermi dal gelo di questo mondo.Nessuno può comprendere la felicità in cui si delizia il mio cuore nel nascondimento, a tu per tu con Dio. Oggi ho udito una voce nell'anima: "Oh, se i peccatori conoscessero la Mia Misericordia, non ne perirebbe un così gran numero!Dì alle anime peccatrici che non abbiano paura di avvicinarsi a Me;parla loro della Mia grande Misericordia". Il Signore mi ha detto: "La perdita di ogni anima M'immerge in una tristezza mortale.Mi consoli sempre, quando preghi per i peccatori.La preghiera che Mi è più gradita è la preghiera per la conversione dei peccatori.Sappi, figlia mia, che questa preghiera viene sempre esaudita".
Invocazione allo Spirito Santo col Veni Creator, preghiere di lode, di intercessione.
Recita della Coroncina, della Via Crucis, e al termine la Salve Regina.
LA RESPONSABILE
venerdì 17 febbraio 2012
S.S. ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DEL17-2-2012
S.S. ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DEL17-2-2012
Ecco la terza parte dell'Ora Santa di Maria Valtorta:
Ecco la terza parte dell'Ora Santa di Maria Valtorta:
III.
"Amatevi l'un l'altro come Io vi ho amato".
Dalla cuna alla croce. Da Betlem al monte Oliveto, vi ho amati.
Il freddo e la miseria della prima mia notte nel mondo non mi ha impedito di amarvi collo spirito mio e; annichilendo Me stesso sino a non poter dirvi, Io Verbo: "Vi amo", vi ho detto quelle parole con lo spirito mio, inscindibile da quello del Padre e con Esso operante in una attività inesausta.
L'agonia della mia ultima notte sulla Terra non mi ha impedito di amarvi. Anzi ha toccato le vette più alte dell'amore. Anzi ha arso nell'incendio più vivo. Anzi ha consumato tutto quanto non era amore sino a spremere, insieme al ribrezzo per il peccato e al dolore del paterno abbandono, il sangue dalle mie vene.
Quale amore più grande di quello che sa amare sapendosi odiato? Io vi ho amato così.
Il primo gesto delle mie mani, una carezza. L'ultimo, una benedizione. E in mezzo a questi due gesti, nato il primo nel buio di una notte d'inverno, l'ultimo nello splendore di un ardente mattino d'estate, trentatré anni di gesti di amore, rispondenti ad altrettanti moti di amore. Amore di miracoli, amore di carezze ai pargoli e agli amici, amore di maestro, amore di benefattore, amore di amico, amore, amore, amore...
E amore più che umano nell'ultima Cena. Prima d'essere legate e trafitte, queste mie mani hanno lavato i piedi degli apostoli, anche di colui al quale avrei voluto lavare il cuore, ed hanno spezzato il pane. E mi spezzavano il Cuore con quel pane. Quello vi davo. Perché sapevo prossimo il mio ritorno al Cielo e non volevo lasciarvi soli. Perché sapevo come siete facili a dimenticarvi e volevo vi vedeste, fratelli seduti ad un unico desco, intorno alla mia mensa, per dirvi l'un l'altro: "Siamo di Gesù!".
Quale amore più grande di quello che sa amare chi lo tortura? Eppure Io vi ho amato così. E per voi ho saputo pregare mentre morivo.
Amatevi come Io vi ho amato. L'odio estingue la luce. Anche il semplice astio offusca la pace. Dio è pace, è luce, perché Dio è amore. Ma se non amate, e amate come Io vi ho amato, non potrete avere Dio.
Come Io vi ho amato. Perciò senza superbie. Da questo tabernacolo, da questa croce, da questo Cuore non escono che parole di umiltà.
Sono Dio e sono Servo vostro, e sto qui in attesa che mi diciate: "Ho fame" per darmi Pane a voi. Sono Dio e mi espongo ai vostri occhi su un legno che era patibolo infame, nudo e maledetto. Sono Dio e vi prego di amare il mio Cuore. Vi prego. Per amore vostro, perché se mi amate fate del bene a voi. Io sono Dio. Con o senza il vostro amore sono sempre Dio. Ma voi no. Senza il mio amore siete nulla: polvere.
Io vi voglio con Me. Vi voglio qui. Voglio, della vostra polvere, fare una luce di beatitudine. Voglio che non moriate. Ma viviate, perché Io sono Vita e voglio che voi abbiate la Vita.
Amatevi senza egoismi. Sarebbe un amore impuro, destinato a morire di malattia. Amatevi volendo per gli altri più bene di quello che non augurate a voi. È molto difficile. Lo so. Ma vedete questo eucaristico Pane? Esso ha fatto i martiri. Erano creature come voi: paurose, deboli, viziose anche. Questo Pane ne ha fatto degli eroi.
Nel primo punto vi ho indicato il mio Sangue per vostra purificazione. Al terzo punto, per fare di voi dei santi, vi indico questa Mensa e questo Pane. Il Sangue da peccatori vi ha fatto giusti. Il Pane da giusti vi fa santi. Un bagno monda ma non nutre. Rinfresca, ristora, ma non si fa carne nella carne. Il cibo diviene sangue e carne, diviene voi stessi. Il mio Cibo diviene voi stessi.
Oh! pensate! Guardate un piccolo bambino. Oggi mangia il suo pane e domani ancora e poi domani, e domani, e domani. Eccolo che si fa uomo: alto robusto, bello. È sua mamma che l'ha fatto così? No. Sua madre l'ha concepito, portato, dato alla luce, allattato e amato, amato, amato. Ma il piccolino, se dopo il latte non avesse avuto altro che bagni, baci e amore, sarebbe perito di inedia. Quel piccolo si fa uomo per il cibo da adulto che prende. Quell'uomo è tale perché prende giornalmente il suo cibo.
Lo stesso è per il vostro io spirituale. Nutritelo del Cibo vero che dal Cielo discende e che dal Cielo vi porta tutte le energie per farvi virili nella Grazia. La virilità sana e forte è sempre buona. Guardate come è più facile vedere uno, malazzato, essere aspro e senza compatimento e pazienza. Il mio Cibo vi farà sani e forti nella virilità dello spirito, e saprete amare gli altri più di voi stessi, come Io vi ho amato.
Perché, guardate, figli, Io vi ho amato non come uno ama se stesso. Ma più di Me stesso. Tanto che mi sono posto a morte per salvare voi dalla morte. Se amerete così, conoscerete Dio.
Sapete cosa vuol dire conoscere Dio? Vuol dire sapere il gusto della vera Gioia, della vera Pace, della vera Amicizia. Oh! L'Amicizia, la Pace, la Gioia di Dio! È premio promesso ai beati. Ma esso è già dato a chi ama sulla Terra con tutto se stesso.
L'amore, per essere vero, non è di parole. È di fatti. Attivo come la sua fonte che è Dio. Né mai si stanca di operare neppure per delusioni che vengono dai fratelli. Povero quell' amore che cade come uccello dalle ali deboli quando un ostacolo lo ferisce!
Il vero amore, anche se ferito, sale. Con l'unghia e col becco si arrampica, se più non può volare, per non giacere nell'ombra e nel gelo, per essere nel sole, medicina di ogni male. E appena rinvigorito ecco che riprende il volo. E va da Dio ai fratelli e da questi a Dio, angelica farfalla che porta i pollini dei celesti giardini per fecondare i terrestri fiori, e porta i profumi, rapiti ai più umili fiori, a Dio perché li accolga e li benedica. Ma guai se si allontana dal sole. Il Sole è la mia Eucarestia, perché in Essa è benedicente il Padre, amante lo Spirito, mentre Io, il Verbo, opero.
Venite e prendete. Questo è il Cibo che ardentemente chiedo sia consumato da voi.
Il prossimo venerdì ci sarà la IV parte. Gesù, confido in Te!
LA RESPONSABILE
S.S. ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DEL 10 FEBBRAIO 2012-
S.S. ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DEL 10 FEBBRAIO 2012
A causa dei disagi dovuti al maltempo, l'incontro di preghiera è stato spostato alla prossima settimana, e per i lettori del sito riportiamo la II parte dell'Ora Santa di Maria Valtorta, la commenteremo insieme alla terza parte venerdì prossimo, a Dio piacendo. Gesù. confido in Te!
A causa dei disagi dovuti al maltempo, l'incontro di preghiera è stato spostato alla prossima settimana, e per i lettori del sito riportiamo la II parte dell'Ora Santa di Maria Valtorta, la commenteremo insieme alla terza parte venerdì prossimo, a Dio piacendo. Gesù. confido in Te!
II.
"Uno di voi mi tradirà".
Uno di voi! Sì, nella proporzione di uno a dodici, uno di voi mi tradisce. Ogni tradimento è più penoso di una lanciata. Guardate l'Umanità del vostro Redentore. Dalla testa ai piedi è tutta una ferita. La flagellazione fa inorridire chi la medita e agonizzare chi la prova. Ma fu strazio di un'ora. Voi che mi tradite mi flagellate il Cuore. Sono secoli che lo fate.
Io vi ho amato. Io vi amo. Io vi compatisco. Io vi perdono. Io vi lavo, levandomi il Sangue per farvene bagno purificatore. E voi mi tradite.
Sono il Verbo di Dio. Sono glorioso in Cielo. Ma in questo Cielo vi sono non solo come Spirito. Vi sono anche come Carne. La carne ha sentimenti e affetti. Perché volete rinnovare a Me, continuamente, quel corrodente fuoco che è la vicinanza di un traditore? Il Cielo è lontano? No, figli che mi tradite. Io sono vicino a voi. Sono fra voi. E voi mi bruciate con la vampa del vostro tradire.
Guardo, cercando un conforto, fra le diverse classi di persone. Ed in ognuna incontro sguardi e sguardi di traditori. Perché mi tradite? Io sto fra voi per farvi del bene. Perché mi volete fare del male? Io vi porto i miei doni. Perché voi mi gettate contro mordenti aspidi? Io vi chiamo: "Amici". Perché voi mi rispondete : "Maledetto"? Che vi ho fatto? Quale uomo conoscete che sia paziente e buono più di Me?
Guardate. Quando siete felici nessuno vi abbandona. Ma se piangete, ma se la ricchezza vi abbandona, ma se una malattia vi fa contagiosi, ecco che tutti si allontanano da voi. Io resto. Anzi Io vi accolgo proprio allora, perché allora venite. Non avete più nessuno con cui piangere e parlare, e allora vi ricordate di Me. Ed Io non vi dico: "Va via, ché non ti conosco". Lo potrei dire perché, infatti, non siete mai venuti a dirmi, mentre eravate ricchi, sani e felici: "Lo sono e te ne dico grazie".
Ma no. Non pretendo neppure questo da chi non è già gigante d'amore. Il "grazie" non lo pretendo. Mi basterebbe mi diceste: "Sono felice". Dirmelo. Non considerarmi estraneo a voi. Ricordatevi che ci sono anche Io. Avere un pensiero per questo Gesù. Il "grazie" lo direi Io per voi a Dio: Padre mio e vostro. Invece non venite mai. E potrei dire: "Non vi conosco". Invece, ecco che vi apro le braccia e dico: "Vieni, ché piangiamo insieme".
Guardate. Sono nelle carceri, nelle celle piccole e avvilenti, seduto sullo stesso tavolaccio del forzato, e gli parlo di una libertà più vera di quella che è oltre quelle quattro mura, di una libertà che non teme più d'essere lesa da colpe che vanno punite. Eppure quel carcerato è uno che mi ha tradito, offendendo la mia legge d'amore. Forse ha ucciso. Forse ha rubato. Ma ora mi chiama. Eccomi da lui. Il mondo lo sprezza. Io lo amo. Ho chiamato "amico" colui che uccideva Me e mi derubava della vita. Posso
chiamare "amico" questo infelice che mi ritorna. Sono, fiamma d'amore, presso i malati. Le loro febbri conoscono la mia carezza, il loro sudore il mio sudario, i loro languori il mio braccio che li sostiene, le loro angosce la mia parola. Eppure molti sono malati per avermi tradito nella mia legge. Hanno servito la carne. E la carne, pazza belva, si è perduta e li perde, ora, anche nella vita. Pure eccomi che Io sono l'unico che non mi stanco del loro male e veglio con loro, e soffro con loro, e sorrido alle loro speranze e, se appena il Padre lo vuole, le muto in realtà. Ma se vedo che il decreto è di morte, ecco che prendo questo mio fratello, che trema davanti al mistero della morte e che mi chiama, e gli dico: "Non temere. Credi sia tenebra: è luce. Credi sia dolore: è gioia. Dàmmi la tua mano. Conosco la morte. L'ho conosciuta prima di te. So che è un attimo e che Dio soprannaturalmente sovviene ad attuire il sensorio per non accasciare l'anima nella lotta estrema. Fidati. Guarda Me. Me solo... Ecco! Vedi? Hai passato la soglia. Vieni con Me, ora, dal Padre. Non temere neppure ora. Io sono con te. Il Padre ama chi amo".
Sono nelle case deserte. Prima erano liete di voci. È passata la morte o la miseria. Il superstite si aggira solo. Gli amici, fuggiti. Gli amati, lontani per lavoro o per morte. Vi è il sole nel cielo, ma al superstite tutto è tenebra. Vi è pace nell'aria notturna, ma per il superstite non c'è riposo. Eppure molte volte in quella casa mi si è tradito, facendo delle creature degli dèi. Si è amato idolatramente le creature tradendo la mia legge. Ma Io entro e vengo a mettere un raggio nelle tenebre, a infondere una pace dove è tempesta. Quel superstite mi ha chiamato... Forse soprappensiero... forse senza vera volontà di avermi. Ma Io vado senza ritardo.
Ho! che non chiedo che di esser con voi! Ogni ricordo cade, di passato errore, quando mi chiamate: "Gesù".
Ma non mi flagellate il Cuore! È già aperto e svenato.
Non invelenite la sua ferita. E a quelli che mi hanno capito nel mio dolore di tradito, dico: "Uno di voi mi tradirà. Datemi il vostro amore fedele per balsamo". E lo dico a tutti. Ai santi, i prediletti miei come Dio. Ai peccatori, i prediletti miei come Gesù. Perché anche i peccatori, per cui divenni Gesù, possono medicarmi questa ferita.
Siete samaritani? Lo so. Ma la mia parabola parla di un samaritano buono che medica le ferite non medicate dai figli della Legge che passano oltre, assorti nella fretta di servire Dio. Non sanno che Dio si serve più amando che facendo pratiche.
Io sono il Ferito languente sulle vostre vie. I predoni mi hanno assalito e spogliato. I predoni: coloro che indegnamente fruiscono del mio sacrificio di Dio che si fa carne. Mi spogliano: negandomi con le loro eresie molteplici i miei attributi. Spogliano la Verità, perché quella veste fa loro gola perché è splendente. Ma non sanno che splende perché è indossata da chi è Sole, e in mano a loro, che la coprono della bava della loro mente superba, diviene straccio qualunque.
La Verità è verità, e di questa luce illumina ogni cosa quando è vista unita a Dio. Divisa, diviene linguaggio babelico. Perché la Verità è Scienza e Sapienza. Ma avulsa da Dio diviene caos.
Voi medicatemi, anche se samaritani. Datemi il vostro olio e vino: l'olio, l'amore; il vino, la contrizione del vostro io. Medicatemi. Non vi sdegno. La peccatrice che ristora i miei piedi stanchi vi parli e dica se Io sprezzo il peccatore.
Ma non mi tradite mai più. Andate e non peccate più.
Tutto vi perdono se tutto in voi mi ama. Datemi un bacio sincero. La mia guancia brucia per il bacio dei traditori. Medicatela col bacio della fedeltà.
LA RESPONSABILE
mercoledì 8 febbraio 2012
S.S. ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DEL3-2-2012
S.S. ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DEL3-2-2012
Con rinnovato fervore ci ritroviamo qui, in ginocchio davanti la tua Icona, davanti a Te, Gesù, prigioniero d'amore per noi in questo tabernacolo che vorremmo aperto per meglio adorare la Tua reale presenza fra noi in Corpo, Sangue, Anima e Divinità. E vogliamo parlarti, Gesù, in quest'ora di preghiera, e cantare, dolcemente, piano piano, non per "disturbare", ma per lodarti e testimoniare il nostro amore a Te, al tuo essere vivo in mezzo a noi, a noi a cui Tu doni la Tua Pace, la Tua Speranza, la Tua Guarigione e Liberazione. Vogliamo obbedire a Te, Gesù, e non agli uomini che vogliono proibirci di pregare. Oggi è il primo venerdì del mese. Oggi vogliamo ringraziarti di aver permesso una settimana di preghiera, dal 2 al 7 Febbraio, per la famiglia, nella chiesa di S. Carlo, con le reliquie di S. Maria Margherita e S Claudio apostoli del Tuo Cuore e instauratori della devozione e spiritualità del Tuo Sacro Cuore, base preparatoria nella Chiesa, per Tua Volontà, e svolgimento del Tuo magistrale portarci sempre più alla comprensione dei Tuoi intendimenti, all'instaurazione del culto alla Divina Misericordia, sancito ufficialmente da Giovanni Paolo II, per mezzo di S. Faustina. Aspettiamo il tuo ritorno, Gesù. Il tuo ritorno glorioso, da Risorto, come ci appari nell'Icona della Divina Misericordia. E se nelle promesse a S. Margherita dici che benedirai i luoghi che espongono l'immagine del Tuo Cuore, a S. Faustina e alla Chiesa dici che Vuoi essere esposto nelle chiese, vuoi essere visto, amato, pregato, per la nostra salvezza, per darci il Tuo perdono e il Tuo Amore, vuoi salvarci in ogni modo. Per questo continuiamo a venire qui, a supplicare la Tua Misericordia per quelli che non la vogliono. Oggi meditiamo una parte, la prima, dell'Ora Santa che Maria Valtorta, della quale si aspetta che proceda il processo di beatificazione, sepolta in una cappella di questa Basilica, ha da Te ricevuto nel 1944:
I.
Con rinnovato fervore ci ritroviamo qui, in ginocchio davanti la tua Icona, davanti a Te, Gesù, prigioniero d'amore per noi in questo tabernacolo che vorremmo aperto per meglio adorare la Tua reale presenza fra noi in Corpo, Sangue, Anima e Divinità. E vogliamo parlarti, Gesù, in quest'ora di preghiera, e cantare, dolcemente, piano piano, non per "disturbare", ma per lodarti e testimoniare il nostro amore a Te, al tuo essere vivo in mezzo a noi, a noi a cui Tu doni la Tua Pace, la Tua Speranza, la Tua Guarigione e Liberazione. Vogliamo obbedire a Te, Gesù, e non agli uomini che vogliono proibirci di pregare. Oggi è il primo venerdì del mese. Oggi vogliamo ringraziarti di aver permesso una settimana di preghiera, dal 2 al 7 Febbraio, per la famiglia, nella chiesa di S. Carlo, con le reliquie di S. Maria Margherita e S Claudio apostoli del Tuo Cuore e instauratori della devozione e spiritualità del Tuo Sacro Cuore, base preparatoria nella Chiesa, per Tua Volontà, e svolgimento del Tuo magistrale portarci sempre più alla comprensione dei Tuoi intendimenti, all'instaurazione del culto alla Divina Misericordia, sancito ufficialmente da Giovanni Paolo II, per mezzo di S. Faustina. Aspettiamo il tuo ritorno, Gesù. Il tuo ritorno glorioso, da Risorto, come ci appari nell'Icona della Divina Misericordia. E se nelle promesse a S. Margherita dici che benedirai i luoghi che espongono l'immagine del Tuo Cuore, a S. Faustina e alla Chiesa dici che Vuoi essere esposto nelle chiese, vuoi essere visto, amato, pregato, per la nostra salvezza, per darci il Tuo perdono e il Tuo Amore, vuoi salvarci in ogni modo. Per questo continuiamo a venire qui, a supplicare la Tua Misericordia per quelli che non la vogliono. Oggi meditiamo una parte, la prima, dell'Ora Santa che Maria Valtorta, della quale si aspetta che proceda il processo di beatificazione, sepolta in una cappella di questa Basilica, ha da Te ricevuto nel 1944:
I.
"Se non ti laverò non avrai parte nel mio Regno".
Anima che amo, e voi tutti che amo, udite. Io sono che vi parlo, perché voglio passare con voi quest'ora.
Io, Gesù, non vi allontano dal mio altare anche se ad esso venite con l'anima lesa da piaghe e malattie o avvolta in liane di passioni che vi mortificano nella vostra libertà spirituale, dandovi legati in potere della carne e del suo re: Lucifero.
Io sono sempre Gesù, il Rabbi di Galilea, quello che i lebbrosi, i paralitici, i ciechi, gli ossessi, gli epilettici chiamavano a gran voce dicendo: "Figlio di Davide, abbi pietà di me". Io sono sempre Gesù, il Rabbi che tende la mano a colui che affoga e gli dice: "Perché dubiti di Me?". Io sono sempre Gesù, il Rabbi che dice ai morti: "Alzati e vivi. Lo voglio. Esci dal tuo sonno di morte, dal tuo sepolcro, e cammina" e vi rendo a chi vi ama.
E chi vi ama, o miei diletti? Chi vi ama di amore vero, non egoista, non mutabile? Chi vi ama di un amore non interessato, non avaro, ma unica sua mèta è quella di darvi ciò che per voi ha accumulato e dirvi: "Prendi. È tutto tuo. Tutto questo l'ho fatto per te, perché sia tuo e tu ne goda"? Chi? L'eterno Dio. Ed Io a Lui vi rendo. A Lui che vi ama.
Io non vi allontano dal mio altare. Perché quell'altare è la mia cattedra, è il mio trono, è la dimora del Medico che guarisce ogni male. Da qui Io vi insegno ad avere fede. Da qui, Re di Vita, vi dono la Vita. Da qui mi curvo sulle vostre malattie e le risano con l'alito del mio amore.
Faccio più ancora, o figli. Scendo da questo altare e vi vengo incontro. Eccomi che mi faccio alla soglia di queste mie case dove troppo pochi entrano e in meno ancora vi entrano con fede sicura. Eccomi che, figura di pace, mi affaccio sulle vostre vie dove passate accasciati, avvelenati, arsi dal dolore, dall'interesse, dall'odio. Ecco che vi tendo le mani, perché vi vedo vacillare stanchi sotto il peso di macigni che vi siete imposti e che hanno preso il posto di quella croce che lo vi avevo data in mano perché vi fosse sostegno come lo è il bordone per il pellegrino. Ecco che vi dico: "Entra. Riposa. Bevi", perché vi vedo esausti, assetati.
Ma voi non mi vedete. Mi passate accosto, mi urtate, talora per malanimo, talora per offuscamento di vista spirituale, mi guardate delle volte. Ma sapete di esser sozzi e non osate accostarvi al mio candore di Ostia divina. Ma questo Candore vi sa compatire. Conoscetemi, uomini, che di Me diffidate perché non mi conoscete.
Udite. Io ho voluto lasciare la Libertà e la Purezza che sono l'atmosfera del Cielo e scendere in questo vostro carcere, in quest'aria impura, per aiutarvi, perché vi amo. Più ancora ho fatto: mi sono privato della mia libertà di Dio e mi sono reso schiavo di una carne, l'Infinità serrata in un pugno di muscoli e ossa, soggetta a sentire le voci di questa carne a cui è pena il freddo e il sole, la fame, la sete, la fatica. Tutto potevo ignorare. Ho voluto conoscere le torture dell'uomo decaduto dal trono di innocente per amarvi di più.
Non mi è bastato ancora. Ho voluto - poiché per compatire bisogna patire ciò che patisce chi si compatisce - ho voluto sentire l'assalto di tutti i sentimenti per sentire le vostre lotte, per capire quale astuta tirannide vi pone nel sangue Satana, per comprendere come è facile rimanere ipnotizzati dal Serpente se si abbassano un solo momento gli occhi sul suo sguardo fascinatore, dimenticando di vivere nella luce. Perché nella luce non vive il serpe. Va nei recessi ombrosi che paiono riposanti e sono unicamente insidiosi. Per voi queste ombre hanno nome: donna, denaro, potere, egoismo, senso, ambizione. Vi eclissano la Luce che è Dio. In mezzo ad esse è il Serpente: Satana. Pare un monile. È la corda per il vostro strangolamento. Ho voluto conoscere ciò perché vi amo.
Non mi è bastato ancora. A Me sarebbe bastato. Ma la Giustizia del Padre poteva dire alla sua Carne: "Tu hai trionfato dell'insidia. L'uomo-carne come Te ora, non sa trionfare, e perciò sia punito perché Io non posso perdonare a chi è sozzo". Ho preso su Me le vostre sozzure. Quelle passate, quelle del momento e quelle future. Tutte. Più di Giobbe immerso in un letamaio putrido per fare velo alle sue piaghe Io fui, quando sommerso dal peccato di tutto un mondo non osavo neppur più alzare gli occhi a cercare il Cielo, e gemevo sentendo pesare su Me il corruccio del Padre accumulato da secoli, cosciente delle colpe avvenire. Un diluvio di colpe sulla Terra, dalla sua alba alla sua notte. Un diluvio di maledizioni sul Colpevole. Sull'Ostia del Peccato.
O uomini! Più innocente di un pargolo che la madre bacia al ritorno dal suo battesimo Io ero. E di Me inorridì l'Altissimo perché ero il Peccato, avendo preso su Me tutto il peccato del mondo. Ho sudato di ribrezzo. Sangue ho sudato per il ribrezzo di questa lebbra su Me che ero l'Innocente. Il sangue m'ha rotto le vene nello schifo di questo fetido stagno in cui ero sommerso. E a compiere questa tortura, a spremere dal cuore il mio sangue, si è unito l'amaro di esser maledetto, perché non ero in quell'ora il Verbo di Dio: ero l'Uomo. L'Uomo. Il Colpevole.
Posso, Io che ho provato, non comprendere il vostro avvilimento e non amarvi perché siete avviliti? Vi amo per questo. Non ho che ricordare quell'ora per amarvi e chiamarvi: "Fratelli!". Ma chiamarvi così non basta perché il Padre vi possa chiamare: "Figli". Ed Io voglio che così vi chiami. Che fratello sarei se non vi volessi meco nella Casa paterna?
Ecco allora che vi dico: "Venite, che Io vi lavi". Nessuno è tanto lurido che il mio lavacro non lo deterga. Nessuno è tanto puro da non aver bisogno del mio bagno. Venite. Non è acqua questa. Vi sono fonti di miracolo che sanano le piaghe e i morbi della carne. Ma questa è più di esse. Questa fonte sgorga dal mio petto.
Ecco il Cuore squarciato da cui zampilla l'acqua che lava. Il mio Sangue è la più limpida acqua che sia nel creato. In esso si annullano infermità e imperfezioni. E bianca e integra torna la vostra anima, degna del Regno. Venite. Lasciate che Io vi dica: "Io ti assolvo!". Apritemi il vostro cuore. In esso sono le radici dei vostri mali. Lasciate che lo entri. Lasciate che Io sleghi le vostre bende. Vi fanno ribrezzo le vostre piaghe? Viste alla mia luce vi appaiono qual sono: brulicanti di vermi schifosi. Non le guardate. Guardate le mie. Lasciatemi fare. Ho mano leggera. Non sentirete che una carezza... e tutto sarà guarito. Non sentirete che un bacio e una lacrima. E tutto sarà mondato.
O come belli sarete, allora, intorno al mio altare! Angeli fra gli angeli del Ciborio. E grande gioia ne avrà il mio Cuore. Perché sono il Salvatore e non disprezzo nessuno. Ma sono anche l'Agnello che si pasce fra i gigli, e d'esser circondato di candore mi beo perché per farvi candidi ho preso vita e ho dato vita.
O come vedo sorridervi il Padre e sfolgorarvi dei suoi fulgori l'Amore, perché non siete più macchiati di peccato!
Venite alla fonte del Salvatore. Il mio Sangue scenda sull'animo contrito e una voce, in cui è la mia, dica: "Io ti assolvo nel nome del Padre, Figlio e Spirito Santo".
Come sempre, abbiamo invocato lo Spirito Santo, pregato con la preghiera di Santa Faustina per la Chiesa Fiorentina, per tutti i sacerdoti, religiosi, sopratutto quelli in crisi e in difficoltà, abbiamo offerto la Coroncina per implorare la pace nel mondo, in particolare per il mondo arabo e per il rischio della guerra atomica, abbiamo pregato per le necessità di ciascuno e di tutti coloro che ci hanno chiesto preghiere. L'ora è terminata con la Salve Regina alla nostra Madre della Misericordia.
La Responsabile
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