mercoledì 16 novembre 2011

S.S.ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DELL' 11 NOVEMBRE 2011

S.S.ANNUNZIATA  ORA DI PREGHIERA DELL' 11 NOVEMBRE 2011

Siamo qui, in ginocchio davanti al .S.S. Sacramento chiuso nel tabernacolo, ad immergerci con tutti noi stessi nello splendore della gloria della Risurrezione mostrata in questa Icona della Divina Misericordia, e ci immergiamo con tutto l'amore per Lui che il nostro piccolo cuore può contenere nella Viva Sorgente dell'Acqua Divina che sgorga dal Suo preziosissimo Cuore.
Prendiamo per spunto, ad approfondire il nostro tuffare l'anima nella Sapienza Divina, la liturgia della dedicazione della Basilica Lateranense, festa liturgica ( lo scorso 9 novembre) dedicata al tempio che è la chiesa Madre di tutte le chiese, figura del Tempio Vivo, Gesù. Vediamo come Ezechiele parla di quest'Acqua Viva che sgorga dal tempio e cosa ci racconta, in proposito, Giovanni :

PRIMA LETTURA Ez 47, 1-2.8-9.12

Dal libro del profeta Ezechiele.
Il Signore mi condusse all'ingresso del tempio e vidi che sotto la soglia del tempio usciva acqua verso oriente, poiché la facciata del tempio era verso oriente. Quell'acqua scendeva sotto il lato destro del tempio, dalla parte meridionale dell'altare. Mi condusse fuori dalla porta settentrionale e mi fece girare all'esterno fino alla porta esterna che guarda a oriente, e vidi che l'acqua scaturiva dal lato destro. Mi disse: «Queste acque escono di nuovo nella regione orientale, scendono nell'Araba ed entrano nel mare: sboccate in mare, ne risanano le acque. Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il fiume, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché quelle acque dove giungono, risanano e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà. Lungo il fiume, su una riva e sull'altra, crescerà ogni sorta di alberi da frutto, le cui fronde non appassiranno: i loro frutti non cesseranno e ogni mese matureranno, perché le loro acque sgorgano dal santuario. I loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina

Dal Vangelo secondo Giovanni
2, 13-22
Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà». Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù..


Ecco. Ci siamo messi ai piedi di questo Cuore, e vogliamo vivere in quest'Acqua.  Chiediamo a Gesù che ci inondi. ChiediamoGli di essere  alberi  le cui radici  si abbeverano solo di questa Acqua, ed essere così alberi colmi di vita,  alberi  che danno buon nutrimento, grazie ai frutti, e aiuto, cioè rimedio, medicina, grazie alle foglie, per chiunque ci avvicini. 
Avere radici in quest'Acqua significa non poterne fare a meno mai, significa accrescersi secondo il Torrente d'Amore che il Signore continuamente riversa su ognuno di noi, per trasformarci in Lui.
La medicina il Signore la dà, a frustate, a quelli che usano del tempio per trasformarlo in luogo di commercio.
Quale monito per noi, che S.Paolo ci dice essere:  tempio dello Spirito Santo.
Perchè l'Amore di Dio è gratuita Grazia di Misericordia elargita dal Padre che ci fa dire dal Figlio:-Chi ha sete venga a Me e beva, chi crede in Me;  ( Gesù, confido in Te!) come dice la Scrittura: fiumi d'acqua viva sgorgheranno dal suo seno..-
 E per questo tempio che ognuno di noi è, Gesù ci esorta a riempirci del Suo Santo Spirito e  ci invita a chiederlo: - se voi sapete dare cose buone ai vostri figli, volete che il Padre non vi darà lo Spirito Santo?
Signore, questi templi vuoti di te, che troppo spesso accolgono mercanti e cambiavalute  risuonando di schiamazzi,nostri e altrui, e non accolgono invece quale unico  Signore Te, e non vogliono  far  tacere le voci dei vizi e della passioni  per lasciare che dolce  vibri nel silenzio la Tua Parola a farci da Maestro, e non vogliono  che sia luce al  quotidiano affaccendarsi  la Tua  dolce Presenza , Gesù, per mezzo della Tua Acqua, che sgorga da Te, Tempio Vivo del Padre e dello Spirito,( ...Io e il Padre siamo una cosa sola... chi vede Me vede il Padre...Sono venuto a portare il Fuoco sulla terra...Emisit Spiritu.....) fa che questi templi raggiunti dall'Acqua che sgorga dal Te  siano  purificati, guariti, santificati, inebriati  dalla Tua Pace e dalla Tua Gioia di Risorto. Gesù,  chiama ognuno di noi ad  essere, raggiunto dalla tua Acqua, un tempio risuscitato, ed essere tua volontà, tua pace, tuo amore. Tua Misericordia. Amen. 


LA RESPONSABILE

venerdì 11 novembre 2011

S.S. ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DEL04-11-2011

S.S. ANNUNZIATA    ORA DI PREGHIERA  SILENZIOSA  DEL04-11-2011

Riporto per intero la preghiera scritta da S. Faustina e contenuta nel  libricino di preghiere della Divina Misericordia, edito dalle edizioni vaticane,  per la santa Chiesa e per i sacerdoti, preghiera che è stata per anni  da noi recitata insieme ad ogni incontro, (ora è solo preghiera personale anche se continuiamo ad essere silenziosamente presenti, come gruppo, ogni venerdì; dice Gesù: -Là dove sono riuniti due o più di due nel Mio Nome Io Sono in mezzo a loro...-il gruppo rimane.
Questa preghiera era detta  in particolare per il nostro arcivescovo Betori e tutta la Curia fiorentina, per i Servi di Maria e tutte le comunità e congregazioni religiose  e  per i seminaristi  presenti in diocesi. E'da   notare che contiene una vera e propria preghiera di liberazione ( la riporto in grassetto e sottolineata) per i sacerdoti.

O mio Gesù, ti prego per tutta la Chiesa, concedile l'amore e la luce del tuo Spirito, dai vigore alle parole dei sacerdoti, in modo che i cuori induriti si inteneriscano e ritornino a Te, Signore.O Signore, dacci santi sacerdoti; Tu stesso conservali nella santità. O Divino e Sommo Sacerdote, la potenza della Tua Misericordia li accompagni ovunque e li difenda dalle insidie e dai lacci del diavolo, che egli tende continuamente alle anime dei sacerdoti. La potenza della Tua Misericordia, Signore, spezzi ed annienti tutto ciò che può oscurare la santità dei sacerdoti, poichè Tu puoi tutto (367-368). Gesù mio amatissimo, ti prego per il trionfo della Chiesa (.....) perchè benedica il Santo Padre e tutto il clero; per ottenere la grazia della conversione dei peccatori induriti nel peccato; per una speciale benedizione e luce, te ne prego, Gesù, per i sacerdoti presso i quali mi confesserò durante la mia vita.
LA RESPONSABILE

giovedì 10 novembre 2011

S.S. ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DEL28-10-2011

S.S. ANNUNZIATA    ORA DI PREGHIERA SILENZIOSA  DEL28-10-2011

Per questo incontro, pubblico le parole del nuovo canto alla Divina Misericordia.  Non ci si mette mai abbastanza in umiltà davanti ala Signore quando si comincia a pregare, e questo testo vuol essere un invito ad esaminare nel profondo noi stessi nei nostri rapporti con Dio e con gli altri, e  attingere dalla preghiera,  nella sincerità così necessaria  con noi stessi, l'energia spirituale del cambiamento verso il bene da attuare nei pensieri, nelle parole, nelle opere. La Misericordia si apre a noi donandoci il Suo Cuore. Non deludiamo Gesù. Non rattristiamolo. Viviamo nella gioia di essere perdonati e di perdonare.

GESU', MISERICORDIA,  GESU'!


Padre, ho peccato; son debole, ho ceduto. Il male mi ha tentato, ed io sono caduto.

Padre, quanto è amaro il morso del dolore;  ma so che nel perdono guarisco nel tuo Amore.

A te, mi stringo, Padre, nel Cuore di tuo Figlio, rivolgo a Lui lo sguardo, a Te chiedo consiglio.

Padre, nel silenzio, mi avvolgo nel tuo abbraccio. Lo Spirito mi guidi, all'Ombra del Suo Raggio.

In Te, confido, Padre, la Madre mia Maria, pietà e dolcezza infonda, tuo Figlio, pace dia.

LA RESPONSABILE

martedì 1 novembre 2011

S.S. ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA SILENZIOSA DEL 21 10 2011

Non potendo più pregare apertamente, ma rimanendo uniti nella fede, pubblichiamo, da ora fino a nuovi sviluppi della situazione, di volta in volta, alcune catechesi e riflessioni svolte negli anni passati negli incontri di preghiera del gruppo: "Gesù- Misericordia" a Firenze, nella S.S. Annunziata,  cappella del S.S. Sacramento e S. Giuliana.
S.S. ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DELL'11 DICEMBRE 2009

LUCA, capitolo 7
Alla luce della Divina Misericordia.
C'è una parola molto importante, in questo capitolo, un atteggiamento costante che "lega " i miracoli e, nella sua assenza, connota i nemici di Gesù: il timore. Il Santo Timore, ultimo anello dei sette cerchi di luce che animano i figli della Sapienza, così li chiama Gesù, che riconoscono la giustizia di Dio nel Suo operare Misericordia.E al centro del capitolo sette, ed è Gesù stesso che ce lo pone, c'è Giovanni Battista. Dio, nella Sua Azione Trinitaria di salvezza, mentre tesse Giovanni nel grembo di Elisabetta, lo avvolge del Suo Santo Spirito nella visita di Maria S.S. alla presenza del Verbo Incarnato, e lo rende ( Giovanni) nello Spirito angelo di misericordia: Zaccaria, il padre incredulo, come Tommaso, ha  ( per mezzo dello stesso Spirito) la grazia sacerdotale di proclamare che è arrivata la pienezza del tempo in cui si rivela la conoscenza della salvezza nella remissione dei peccati grazie alla bontà misericordiosa; non una bontà generica, ma mirata. E l'umiltà di Elisabetta: a che debbo che la Madre del mio Signore venga a me? alla luce dello Spirito che si effonde, ecco che alla luce del ministero di Giovanni che è battesimo di penitenza, atto a provocare proprio questo atteggiamento di santo, umile timore,  l'umiltà diventa nel cuore di chi sa amare leva infallibile ad ottenere miracolo perchè essendo uccisa la superbia la fede può divenire totale e abbandonarsi all'azione della Misericordia. E Gesù agisce. Agisce per il servo del centurione, (...io non sono degno...) agisce perchè è la Pietà verso la madre (...la folla aveva timore...) (consideriamo: nessuna folla avrà timore e pietà per la sua, di madre,ma Gesù è il Fedele...). Agisce quale Dio che solo può cancellare i peccati e far risorgere un'anima alla vera  Vita (...seduta "dietro"...).
Il Signore volge il Suo Sguardo sugli umili, ma i superbi li guarda da lontano. Da lontano perchè questi non Gli permettono di avvicinarSi. Quanta sofferenza per Gesù a causa dei dottori della Legge e dei farisei che lo rifiutano!
Luca conosce davvero la tecnica pittorica e la usa per narrare in questo capitolo tutta la complessità della situazione. Come in un affresco, tratteggia i tre miracoli  "personali" quali "cornice" all'elemento centrale, ( ve la immaginate, la scena?!!) dove c'è una moltitudine di miracolati, che urlano, lodano, esultano, e questo, preceduto, alla presenza proprio dei dottori e  farisei, ostili, dalla pubblica domanda di due discepoli di Giovanni:-Sei tu? -( intendendo il Messia).
Il Signore fa di tutto per essere chiaro, inequivocabile, e Giovanni, il suo precursore, gli prepara, anche in questo, la via. E' Giovanni che chiama i due. Non vanno da lui due dubbiosi. La posizione di Giovanni è limpida: non sono io...io devo diminuire, Lui crescere...io battezzo con l'acqua, Lui col Fuoco dello Spirito... ..Lui è prima di me... io.non sono degno... .
E' con quella domanda retorica che sancisce agli occhi di tutti, quale profeta, la realizzazione della "profezia": la venuta del Messia! I ciechi vedono, gli zoppi camminano, ai poveri....,nell'operato stravolgente di Gesù, e nella Sua chiara conferma nella risposta. Ma i farisei sono chiusi. Hanno rifiutato il battesimo di Giovanni e reso vano per loro il Disegno di Dio. Gesù provoca, proprio facendo leva sulla figura del Battista:- Chi siete andati a vedere? Vi siete resi conto? E vi rendete conto che c'è molto di più, in gioco, se pensate che nel Regno c'è tanto di più grande! -
Ma il Cuore aperto di Gesù incontra cuori induriti nel rifiuto. E' il peccato contro lo Spirito Santo, che non può essere perdonato. E' rifiutata la Sapienza: non sono figli Suoi. E' rifiutato l'Intelletto, e il Consiglio, non ascoltano Giovanni, considerano Gesù un amico dei peccatori. Non hanno in loro la Fortezza di combattere il male che c'è in loro, Non la Scienza ...di ballare quando c'è il flauto e piangere quando c'è un lamento. Non la Pietà per chi è infimo e malato, solo, perduto, come il servo del centurione, la madre, la peccatrice. Nessun Timore nei loro cuori e nelle loro menti fa breccia a renderli accoglienti: niente acqua per ristorare, nessun bacio per dare amore. Più che esprimere un giudizio, per tentare di salvarlo, Gesù, a Simone il fariseo, non può chiedere. Alla donna rende la vita, vita frutto di pentimento totale, amore totale, coinvolgimento personale totale. Fiducia totale.
-La tua fede ti ha salvata, và in pace!- (.....e dirigere i nostri passi sulla via della pace...)
E' questo che il Signore, da questa Immagine della Sua Misericordia chiesta a S. Faustina, ci chiede. Ed è la Buona Novella che siamo salvati e riempiti della Pace che solo Lui può dare, che ci fa esultare di gioia, come Giovannino nel grembo di Elisabetta alla venuta della Piena di Grazia. Lo Spirito si è servito di Lei per santificare il Battista. E non solo lui. Ciascuno di noi, solo che la invochiamo quale Madre di Misericordia.
LA RESPONSABILE

venerdì 21 ottobre 2011

S.S. ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DEL14 OTTOBRE 2011

Il 14 c.m. In Basilica c'è stata una commemorazione, per cui, mancando le premesse per una preghiera di adorazione silenziosa, gli aderenti al  gruppo, nelle vesti di turisti,  hanno rimandato la preghiera al venerdì  successivo.

venerdì 14 ottobre 2011

S.S. ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DEL 5 OTTOBRE 2011

S.S. ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DEL 5 OTTOBRE 2011


Siamo arrivati alle ore 16, e con dispiacere abbiamo saputo che all'ultimo momento l'eccellente Priore aveva affisso un manifesto e svolto per pochi l'ora di adorazione in occasione della festa liturgica di Santa Faustina. Avremmo partecipato con somma gioia. Abbiamo quindi, essendo già terminata l'ora precedente e non essendoci più nessuno, preso posto con discrezione e iniziato a pregare, cominciando dalla lettura e commento  del seguente passo tratto dal diario: "Figlia Mia, credi forse di aver scritto abbastanza sulla Mia Misericordia?Quello che hai scritto è appena una gocciolina di fronte ad un oceano. Io Sono l'Amore e la Misericordia stessa; non c'è miseria che possa misurarsi con la Mia Misericordia  Nè la miseria l'esaurisce, poichè dal momento che si dona, aumenta. L'anima che confida nella Mia Misericordia è la più felice,  poichè  Io Stesso ho cura di lei". (pagina 683, n.1273) Abbiamo pregato, per l'occasione, anche le litanie a S. Faustina, dopo aver cominciato una novena affinchè fossero risolti i problemi di dialogo con il Priore. Infatti il Vescovo al quale ultimamente ci eravamo rivolti per assistenza spirituale ci aveva invitati a chiedere nuovamente ascolto al  nuovo Priore, in seguito alle difficoltà precedenti, sorte al suo insediamento nel 2010, circa la modalità della presenza della preghiera in Basilica, cosa di cui, sulla parola del Priore, mi ero assunta la responsabilità.. A fine incontro, dopo la lettura e la catechesi sul Salmo 47: "Grande è il Signore, e degno di ogni lode", che , come gemma preziosa  incastonata fa splendere al suo centro: "Ricordiamo, Dio, la tua Misericordia dentro il tuo tempio", e a chiusura dell'incontro col Salve Regina, abbiamo di nuovo tentato, dopo un precedente rifiuto al poter comunicare con lui, di poter chiedere quello che avevamo chiesto al Vescovo, e cioè l'Adorazione mensile, la S.Messa, essere, cioè, seguiti. Finalmente il Priore ci ha concesso non di parlare, ma semplicemente ci ha detto che la Comunità non intende assolutamente accettare la preghiera, è possibile solo stare seduti in silenzio nella cappella. Abbiamo naturalmente risposto che per noi andava bene, se è questo che il Signore preferisce in questo momento. Il Priore non è sembrato d'accordo, ma, come ho sentito dire da un competente religioso in materia, "non si può cacciare via di chiesa la gente che prega", tanto più se lo fa senza nemmeno sussurrare "Gesù, confido in Te". Poggiando nell'Infinita Misericordia, continuiamo a pregare, nella persecuzione come nel riconoscimento, nella gioia come nel dolore.Proprio nel corso della mattina  del 5 Ottobre avevo segnalato il gruppo sul sito del Santuario di S. Spirito in Sassia a Roma della Divina Misericordia, e lo scorso incontro di preghiera avevamo intercalato la recita della Coroncina con un nuovo canto, composto appositamente, sulla Misericordia. Ho nuovamente scritto al Vescovo, chiarendo la mia posizione, e ho terminato la lettera chiedendo, se ho sbagliato, perdono, a lui, al Priore, alla Comunità , alla chiesa fiorentina e alla Chiesa tutta. In attesa di nuovi sviluppi, benediciamo il Signore, e ancora una volta, con piena fiducia, proclamiamo: Gesù, confido in te!
LA RESPONSABILE

S.S. ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DEL 23 SETTEMBRE 2011-

S.S. ANNUNZIATA ORA DI PREGHIERA DEL 23 SETTEMBRE 2011-



Come sempre, ringraziamo il Signore di essere in ginocchio, davanti al tabernacolo, davanti all’Icona della Sua Misericordia che ci invita ad un rinnovato interiore percorso di santità, da riversare nella vita quotidiana, smontando il nostro orgoglio e i nostri pregiudizi per aprirci al perdono, a chiederlo e riceverlo da Lui, perché siamo peccatori, e a donarlo agli altri, perché resi da Lui, per la Sua Passione, figli di uno stesso Padre.
C’è chi ci aiuta potentemente, in questo proposito d’amore, ed è Maria Santissima, Madre della Misericordia. Dopo la recita della Coroncina, l’invocazione allo Spirito Santo, le preghiere per la Chiesa. I sacerdoti, i seminaristi, per le vocazioni, per i casi personali e per ciò che accade nel mondo, brevemente abbiamo parlato proprio di Lei, la Purissima, prendendo spunto dall’episodio delle nozze di Cana, Giovanni, capitolo 2.
Alla luce della Divina Misericordia quindi riflettiamo su Maria, Madre di Misericordia, che ha permesso l’incarnazione del Verbo, seconda Persona della Santissima Trinità: è per Lei che in tutto il Vangelo la pietà di Dio si effonde da Suo Figlio Gesù sugli uomini portando l’annuncio e l’attuazione del perdono, della guarigione, della liberazione.
Da cosa siamo stati perdonati? Dall’offesa, avvenuta agli inizi della creazione, della ribellione a Dio di Eva ed Adamo. Al “Fiat” creativo di Dio non c’era stata corrispondenza di “fiat” nella scelta effettuata dalla prima coppia, che aveva reclamato a sé, in Eva,e in Adamo, la volontà di essere “creatori,” come Dio, e cioè di trasmettere la vita indipendentemente dalla Divina Volontà. Da questa scelta, il Giudizio Divino sulle conseguenze di tale scelta:il dolore, la fatica, la morte. Da qui la catena dei peccati generati dal primo peccato nella catena della generazione umana.
Ma Dio è Misericordia. E per redimerci e salvarci non ha distrutto la prima coppia con la sua discendenza,sostituendola con un’altra, ma ha voluto entrare come Persona nel filo delle generazioni umane.  Ha voluto dirlo insieme a noi quel fiat, nell’incarnazione del Suo Primogenito. L’ha chiesto, umilmente, ad un’altra Donna: Maria.Per Lei La condizione è stata durissima: essere misericordia per tutti noi peccatori, misericordia culminata in Lei quale Madre dell’Agnello immolato sulla croce. Mentre era stritolata dal dolore, sotto quella croce, Lei ha accettato di perdonare, e di essere Madre di tutta l’umanità.
 Essere Madre dell’Agnello senza macchia richiedeva di rimanere, Lei, concepita Senza Macchia ( e come tale era stata creata Eva),in tale stato. Se  pensiamo con la nostra corrente mentalità dove tutto è considerato lecito, dove non è più radicato nei cuori e nelle coscienze il senso del “sacro”nel considerare la vita, noi stessi,gli altri, la natura, le cose, rischiamo di non comprendere  la grandezza della Sua Verginità, la potenza spirituale che dà la purezza, la Sua straordinaria donazione totale a Dio di cui si è trovata ad essere Madre (del Figlio), Figlia (del Padre), Sposa (dello Spirito Santo), per la realizzazione della Misericordia.
Non realizzazione di matrimonio umano, non naturale procreazione.. Ma sacrificio della propria vita a cominciare dalla riparazione del peccato dei progenitori nell’unione fra uomo e donna .
Quale importanza, quel  “fiat” di Maria! Come non notare che la Divina Misericordia, proprio nel corso di un matrimonio, alla presenza della Nuova” Coppia”, alla presenza di una Nuova Umanità, proprio su richiesta della Madre, dà inizio al manifestarsi dei miracoli!
Ecco Maria, Madre della Misericordia, Lei che corre da Elisabetta per aiutarla, Lei che osserva il disagio degli sposi perché non c’è più vino. Lei è Portatrice di Gioia e di Benedizione. Sei le giare di acqua. Sei i giorni della creazione da ricreare, per opera dello Spirito, da parte di Colui che dice: “Sono venuto a portare il Fuoco sulla terra, come vorrei fosse già acceso!” E Gesù  opera, cambiando l’acqua in vino, cominciando quell’operazione di trasformazione che culminerà coi “cieli nuovi e terra nuova”. Quel vino, che  transustanzierà in Sangue, portato nella morte per ricreare in Sé tutta la creazione, è segno della Misericordia vestita di Resurrezione. Lo vediamo in questa Icona, che Gesù ci invita a contemplare .E’ la Misericordia che continuamente nei due raggi di Acqua e Sangue divini  effonde lo Spirito, dallo squarcio del Suo Cuore, a ricrearci, nel perdono, per donarci la Vita Eterna..
 E Maria, assunta in Cielo, è sempre accanto a ciascuno di noi, ad osservare le nostre necessità, e a dirlo al Figlio. Sì, perché Maria, Madre del Verbo Incarnato, parla. Sa parlare, Maria. E come Madre della Sapienza Incarnata, sa meditare. Non sovrappone mai la sua voce a quella di Dio: tace  quando accetta di soffrire per noi, ascoltando al tempio la profezia di Simeone, tace sotto la croce, accogliendoci quali figli del suo dolore. Ma non la definirei la Vergine del silenzio. Maria parla: all’Arcangelo Gabriele, ad Elisabetta, a Cana, a Gesù dodicenne smarrito e ritrovato nel tempio. E prega. Come prega accanto a ciascun sacerdote, nella Chiesa di cui è Madre, come pregava nel Cenacolo, con gli Apostoli, ad ottenere per loro e per noi l’effusione dello Spirito, e con Questo, nella Divina Volontà, ogni aiuto che ci accresca nella santità, ogni necessità  che Lei vede ci occorra, come per gli sposi di Cana. Ella, che è Madre, ci ama come non possiamo immaginare; e prega incessantemente per noi per ogni grazia che chiediamo e che Dio permette per la nostra gioia di figli, se ci uniamo in preghiera con Lei, se a Lei ci rivolgiamo, perché è Madre della Misericordia.
LA RESPONSABILE